FA TUTTO PARTE DEL GIOCO

Ci metti 6 minuti

Di Sam Ruffillo

Negli ultimi anni ho passato praticamente metà del mio tempo tra aerei e aeroporti, treni e stazioni, hotel, taxi e club.

Di base sono un casalingo: amo stare a casa mia, nel mio studio, fare musica, avere i miei orari e gestire il mio tempo come meglio credo. Il viaggio però è diventato parte integrante della mia vita e del mio lavoro. Ho visitato forse più di 30 paesi e conosciuto tantissime persone negli ultimi 4 anni. Viaggiare mi ha tolto un po’ di controllo sulle cose e, paradossalmente, mi ha fatto sentire più a mio agio nella vita di tutti i giorni, più sicuro anche nella quotidianità. Quando sei in movimento smetti di incastrare tutto in una forma precisa e di analizzare troppo: ti muovi e ti adatti. Funziona così per me. E le idee, musicali o no, arrivano nei momenti più strani: in taxi, in aereo, mentre fai colazione, mentre cammini da solo in una città sconosciuta, o quando smetti proprio di cercarle. A volte una frase, una scena, un suono o il gesto di qualcuno diventano una piccola ispirazione.

C’è anche la parte meno romantica: ore in aereo, aeroporti pieni o vuoti, taxi interminabili, lunghe attese, dormire poco o non dormire affatto, mangiare male, sentirsi lontano da casa. Ci sono momenti in cui non parli con nessuno per ore e devi imparare a gestire il silenzio, a stare bene con te stesso. Viaggiare ti mette davanti a situazioni assurde: a volte le cose succedono talmente in fretta che non puoi fermarti a pensare, trovi equilibrio solo nel movimento. A volte mi sveglio e ci metto un attimo a capire dove mi trovo. La stanza sembra uguale a quella dell’hotel del giorno prima, le città si confondono.

Eppure tutto questo fa parte del gioco, ha un suo fascino. Ti insegna a non dare niente per scontato. Il ritorno a casa diventa ancora più prezioso: è proprio grazie alla distanza che vedi le persone che ami e le apprezzi in modo diverso, capisci quanto siano importanti.

Il bello, alla fine, sono le persone. Anche i posti, ovviamente, a volte spettacolari, ma sono le persone a riempirli di significato: i momenti vissuti insieme sono quelli che restano. Colleghi DJ, amici e amiche di viaggio, gente che incontri, gente che balla nei club, gente che vive la notte: ci sono segnali invisibili che ti fanno capire chi è sulla tua lunghezza d’onda. La stessa energia la ritrovi ovunque: a Parigi, a Città del Messico, a Sydney. Gente che non si prende troppo sul serio, ma prende sul serio la musica e lo stare bene. Non serve parlare, è così.

La musica è davvero un linguaggio universale. Non importa da dove vieni, che lingua parli, in cosa credi o in che posto ti trovi: c’è sempre qualcuno con cui condividere quella stessa energia. Lo so che può suonare ovvio o banale, ma è la verità. Essere parte di questa rete sparsa di persone simili a te è una delle sensazioni più forti: non serve dichiararlo, ci si riconosce. La comunità c’è, anche se invisibile ai tanti, e rende ogni viaggio unico.

Forse è questo che mi porto dietro da ogni tour: la sensazione di essere parte di qualcosa di più grande, senza doverlo spiegare troppo. Una specie di casa che ogni volta è in un posto diverso, tra aeroporti, club, ristoranti, amici, risate e poche ore di sonno. Ma è casa lo stesso.

E anche la consapevolezza della grande fortuna che ho di poter vedere il mondo e la sua bellezza.

E poi torniamo al resto: le sveglie alle 6:27 per prendere un volo che poi parte in ritardissimo, il treno che ogni tanto non parte proprio, le corse folli, i taxi che non arrivano, la reception che non trova la prenotazione, il driver che ti scrive “5 mins” e si presenta dopo mezz’ora, il panino dell’aeroporto pagato carissimo che sa di cartone e pseudo pesto di basilico. Tutte le volte in cui pensi “ma chi me la fa fare” oppure “basta, mollo tutto”, e il giorno dopo sei di nuovo lì. Il weekend dopo riparti ancora e ogni volta è un po’ come se fosse tutto nuovo. Anche questo fa parte del gioco.

Questo equilibrio assurdo tra stanchezza e felicità, tra caos e momenti perfetti, è quello che rende tutto così speciale.