AI CONCERTI ESTINTI

L'ultimo lavoro di Igor Cardeti come fonico ad un vero concerto è stato il live di Nada a marzo del 2020, poi in estate un minitour con Colapesce e Dimartino. Prima della pandemia Igor ha sempre lavorato con la musica, suonava la chitarra con Paolo Benvegnù e lo trovavi al mixer durante i concerti dei Pan del diavolo… Oggi per sopravvivere fa inventari e riempie scaffali di notte. Questi sono soltanto alcuni degli irreversibili danni che la pandemia sta ha causato al settore dello spettacolo. La parola a chi di musica ci ha vissuto tutta la vita.

Ci metti 5 minuti

di Igor Cardeti

Il periodo è quello che è, e la merda è più o meno uguale per tutti. Non è che quando uno si lamenta per sé vuole far credere che i suoi problemi siano i più grandi, semplicemente i miei problemi li conosco meglio di chiunque e meglio di quanto conosca quelli degli altri.

Inizio da qui: l’anniversario dell’ultimo evento a cui ho lavorato. 

Il 21 febbraio del 2020 ho fatto il mio ultimo concerto “normale”, di quelli inseriti in un tour che copre tutta Italia, di quelli con la band al completo, di quelli con tutti i tecnici che servono perché tutto sia fatto per bene. Poi il nulla che tutti conosciamo, fino a maggio.
In estate un mini tour con colapesce e Dimartino senza band e con meno “cose” rispetto a quelle preventivate solo qualche mese prima e qualche concerto organizzato dal LOCOMOTIV CLUB qui a Bologna dove ho fatto parte della squadra tecnica. Poi da ottobre di nuovo il buio.

Nel 2020 ho avuto un calo di fatturato del 70% rispetto all’anno prima, che già insomma, non è che il 100% sia proprio roba da ricchi

Lo Stato per “ristorarmi” mi ha dato 4200 euro in un anno (e per un altro anno almeno non si tornerà alla normalità, almeno non per il nostro settore).
C’è chi in questo periodo ha purtroppo deciso di togliersi la vita, chi sta continuando a sopportare l’assordante silenzio, chi sta cercando un lavoro “normale” e chi un lavoretto l’ha trovato.

Dallo scorso marzo sono alla ricerca di qualcosa di diverso, ho pure fatto un corso intensivo online per fare il magazziniere (?!?) e ho investito 150 euro sulla patente del muletto, ma mi sono accorto che nel frattempo ho scavallato i 40 e che gli ultimi vent’anni del mio curriculum parlano solo di musica.

Dai tempi in cui suonavo la chitarra con Paolo Benvegnù, a quelli in cui ho creduto che il mixer fosse nient’altro che un altro strumento più grande e impegnativo (soprattutto con Il Pan del Diavolo ma anche con moltissimi altri), fino al pensare in toto ad una tournée facendo anche il tour manager (come nell’ultimo valzer il 21 febbraio 2020 con Nada).

Ho cambiato il mio CV riducendo la parte musicale a 3 righe nelle quali ho messo in evidenza che prima di tutto guidavo furgoni e caricavo e scaricavo merci. 

Oggi un mio carissimo amico musicante ha racchiuso il tutto in queste parole: “Praticamente stai cercando di essere qualcun altro e non ti stanno neanche dando la possibilità di riuscirci”.

Esattamente.

Comunque al momento ho trovato due lavoretti (li chiamo così per la quantità di ore e quindi di danaro): faccio inventari – quando ci sono, visto che si fanno solitamente tra dicembre e gennaio – e riempio gli scaffali di qualche negozio, entrambe le cose ovviamente in orari di chiusura.

Praticamente guadagno a malapena i soldi per pagare l’affitto. Ho venduto quasi tutte le chitarre e tutte le attrezzature che usavo al mixer (compressori, multieffetti, ecc…), e mi sto convincendo a vendere anche il furgone.

Sto continuando a cercare un lavoro “normale” a tempo pieno con uno stipendio che mi permetta di vivere, e se lo troverò non credo proprio che tornerò a lavorare con la musica quando (e se) tutta questa merda finirà.

Mi mancano i concerti? Direi di sì. Ma ormai ne parlo come se parlassi di dinosauri: cose estinte.

Adesso io non so quale sia la soluzione per tornare a fare quello che so fare davvero: non sono né un medico né un politico.

So solo che se tiri un pesce fuori dall’acqua, quello sopravvive solo pochi istanti. Poi, o lo rimetti in acqua, o muore.

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