GIORNO 1
Arriviamo all’aeroporto di Gatwick e due ore dopo siamo all’airbnb. Appartamento pensato per 4 persone in cui staremo in 6. Lì ci riuniamo col nostro amico e angelo-produttore Bjarni, con cui abbiamo registrato il nostro secondo disco a Dicembre, venuto fino a Londra per partecipare ad un misterioso addio al celibato.
La sera dobbiamo suonare alla venue “Shacklewell Arms” insieme agli Italia 90 e ai Kickboy, due incredibili band londinesi, ma prima di andare al soundcheck ci si presenta una sidequest: sul cellulare ci arriva l’indirizzo di un appartamento in cui dobbiamo andare a recuperare una chitarra (non ci siamo portati strumenti con noi, a parte il sax, perché sull’aereo COSTA TROPPO). L’indirizzo è quello di alcuni amic* dei Kickboy che, insieme ai Kickboy stessi, ci hanno fatto l’enorme gentilezza di prestarci degli strumenti, leggende. Andiamo al soundcheck.
DOPO IL SOUNDCHECK MANGIAMO UN ONESTISSIMO KEBAB E FALAFEL a pochi passi dal locale in cui suoniamo. PER TUTTO IL PRIMO GIORNO CI DIMENTICHIAMO DI FARE FOTO E VIDEO PER SOTTOTERRA MAGAZINE. Scusate.
Flash forward di qualche ora – il concerto è andato BENONE! grazie. Sembriamo essere piaciuti.
Durante il set degli Italia 90 qualcuno di noi rischia di rompere gli occhiali e altri battono la testa contro altre teste.
GIORNO 2
Continuiamo a ripeterci di dover fare foto e video x Sottoterra Magazine. Prima però tocca andare in radio. Una carissima ragazza di nome Tilly che abbiamo conosciuto nei nostri viaggi, in particolare al festival Left of The Dial di Rotterdam, ci invita a partecipare a un episodio del suo programma. La radio si chiama Boogaloo ed è situata a North London presso un pub fichissimo. L’intervista dura due ore e ci divertiamo un sacco – bevendo diverse Guinness. La Guinness buona è indubbiamente una delle cose da cui prendere esempio in Italia.
procediamo.
Post RADIO SHOW ANDIAMO A MANGIARE, a sto giro me lo ricordo, il posto si chiama The Woodman’s Pub e sta sempre a Londra Nord. Prendiamo cose tipiche inglese come FISH AND CHIPS oppure la SHEPHERD’S PIE. Ci ricordiamo di documentare il tutto x Sottoterra Magazine. Ottimo. Grazie Tilly e grazie Woodman’s Pub.
La sera la band va a mangiare ad un Libanese, se non erro, tranne Johnny che rimane al famigerato pub Sebright Arms a bere delle birre ma soprattutto a sentire dei concerti. Johnny ci tiene a dire (più che altro a sua mamma) che non ha saltato cena ma che l’aveva fatta prima degli altri, ed era un SALT BEEF BAGEL, una specialità locale, preso per la precisione in un negozio a Brick Lane, non distante dal famigerato negozio di dischi ROUGH TRADE EAST.
FINE GIORNO 2.
GIORNO 3
C’è chi si sveglia bene e chi si sveglia bene ma col male alla testa.
La sera dobbiamo suonare per la seconda e ultima volta del week-end. La venue è molto bella e si chiama Old Blue Last. è a Londra Est.
A pranzo, che è anche colazione, Johnny e Bjarni mangiano di nuovo dei BAGELS A BRICK LANE, ma in un altro posto. Gli altri non so cosa mangiano, ma si può vedere nei video che abbiamo fatto x Sottoterra Magazine, che ringraziamo un’ulteriore volta. Johnny compra degli occhiali cheap ma Luca, che è ottico, gli assicura che le lenti sono quantomeno a norma, mentre la plastica intorno lascia a desiderare. Nel pome ci sdraiamo in un parco e ascoltiamo un pezzo di Elton John. Bjarni e Cico vanno a correre, ma subito dopo è tempo di andare a fare soundcheck. La camminata verso l’ Old Blue Last è memorabile; golden hour, vento londinese tra i capelli, vera dimostrazione di spirito di gruppo perché facciamo a turni per trasportare una chitarra pesante; si capisce che alla fine ci vogliamo molto bene. Ancora grazie Zac e Maddy e Kickboy tutt*. E ovviamente grazie Italia 90, senza i quali questa esperienza sarebbe stata molto più difficile da realizzare.
Facciamo il soundcheck e subito dopo Johnny e Luciano sentono un’esigenza non nuova; ordinano due Guinness.
Cena la facciamo in un OTTIMO Vietnamita, proprio affianco all’Old Blue Last. La serata è di nuovo un successo, il pubblico inglese tende a muoversi meno di quello italiano ma, parafrasando un frate beccato fuori dal locale: if they stand still but move their head, they fucking love it. C’erano un po’ di teste che si muovevano. Grazie Sottoterra vvb.